L'ex gf presenta il suo libro e attacca la stampa: "Me ne hanno dette di tutti i colori".
Gli hanno dato del pazzo, dello squilibrato, dello schizofrenico, e chi più ne ha più ne metta. Era quindi ora di mettere la propria voce in capitolo, anzi, in più capitoli. Venticinque, per l'esattezza. Gli stessi che compongono 'C'è una cosa che non vi ho detto', la prima autobiografia di Mauro Marin.
Alla conferenza di presentazione tenutasi presso il noto ristorante milanese Da Giannino, il vincitore dell'ultimo Grande Fratello, sotto gli occhi del suo 'vate' Lele Mora e del giornalista Gabriele Parpiglia (coautore del libro), svela le ragioni che lo hanno indotto a rendere pubbliche le sue verità più recondite, togliendosi non pochi sassolini dalla scarpa.
"Negli ultimi tre mesi ho letto di tutto - dice il 30enne salumiere di Castelfranco Veneto a cui fu diagnosticata una schizofrenia affettiva con disturbi bipolari durante il periodo del casting - compresi commenti ingenerosi da parte di alcuni giornalisti che mi accusavano di utilizzare la mia malattia per fare scoop, per suggerire titoli forti in prima pagina, per creare un po' di sensazionalismo. Cretinate. Il messaggio che voglio mandare tramite queste pagine è ben diverso, ed è indirizzato non ai media ma ai giovani: ragazzi, nella vita si commettono tanti errori e non bisogna vergognarsi ad ammetterli uno ad uno. Io a diciott'anni andai in Belgio dove le droghe leggere sono legalizzate, ne feci uso, sbagliando. Ma aldilà di ciò che è giusto o sbagliato, bisogna farcela da soli per uscire dai momenti bui, perché solo noi stessi siamo artefici del nostro destino".

Marin ha una punta di orgoglio quando tiene a precisare di essere "l'unico ex gieffino ad aver fatto qualcosa di elevato dal punto di vista sociale", il che non significa venire accostati necessariamente a un'altra celebrità passata alle cronache per quell'outing 'di troppo': "No, non sono un Morgan due. La mia intenzione è trasmettere qualcosa che va oltre il pentimento, voglio cioè spronare i giovani a trovare dentro di sé la forza per superare una droga ancora più pesante, che è la depressione".
Parlando invece della struttura del libro, 'Re' Mauro spiega che, per quanto venga raccontato il suo vissuto in prima persona, non c'è un io narrante, ma una figura, quella di un doge veneziano spodestato e fatto a pezzi dal popolo, che lo rappresenta allegoricamente. Un avatar che gli calza a pennello, e che spera di incarnare per sempre.
L'anello del doge rappresentava il pegno di fedeltà nei confronti della Repubblica di Venezia. Tu che cosa prometti ai tuoi fan e a te stesso?
La promessa più nobile che possa fare loro e a me è di non cambiare mai, a prescindere dal successo e dalla notorietà.
Commenti
bugie e cattiverie
La diagnosi, schizzofrenia affettiva, che oltre tutto non esiste come malattia e confermata da vari psichiatri, non gli è stata diagnosticata durante il casting per il GF10, bensì nel Febbraio 2004. Inoltre trovo molto vili, le prove, alle quali Mauro Marin è stato sottoposto dagli autori. Dal rito della purificazius, alla punizione del gelato, hanno costretto Mauro ad essere legato, sapendo benissimo, quanto questo lo facesse soffrire, hanno consentito a denigrazioni,insulti, umiliazioni e offese molto pesanti per i suoi trascorsi. Hanno cercato in tutti i modi, con la complicità di alcuni concorrenti, cito la Nile, la Ciardi, la coppia Gualtieri e Leonard e il Berti, che sembra risultino essere stati a conoscenza della malattia di Mauro, di farlo "scoppiare"!! Mauro non ha ceduto alle loro provocazioni e come dice lui simpaticamente : Gliela ho data sui denti, vincendo il programma e dimostrando a tutti di stare meglio lui, di tutti loro messi insieme. Io conosco Mauro di persona e la mia stima per lui cresce ogni giorno sempre più. Spero che certi giornali la smettano di giocare con le parole e con i veri sentimenti e raccontare tante bugie e si apprestino a dare merito a chi lo ha e non a chi inventa storielle, omosessuali o etero che siano, per apparire. Con rispetto Nadia
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