"Sono cresciuta nelle campagne olandesi, è un programma che fa per me".
La parola 'natura' le sfugge di bocca senza accorgesene. Appuntamento telefonico fissato alle 13, sms ("ok, ora sono a casa") ricevuto alle 12.59. Macché puntuale, di più. "Davvero te l'ho inviato a quell'ora? Non ci ho nemmeno fatto caso, rispettare gli orari e gli impegni è nella mia natura". Basta questo primo scambio di battute per capire che Raspelli non potesse trovare co-conduttrice più adatta per 'Melaverde', l'ormai storico appuntamento di Retequattro dedicato all'ambiente e alla gastronomia, che quest'anno giunge alla 13esima edizione e che stasera fa il suo debutto stagionale in prima serata con la splendida Ellen Hidding come biglietto da visita. "Caspiterina, incrocio le dita. Ho sempre fatto enterteinment, dal miei inizi con la Gialappa's ai programmi di gossip e reality su Sky, quindi considero l'esperienza al fianco di Edoardo e Donatella (Delogu, ex inviata di 'Donnavventura', ndr) un'opportunità inedita". Inedita fino a un certo punto, per chi come lei è cresciuta in mezzo ai tulipani.
Sei il fiore all'occhiello del programma. Esordisci in prime time. Una bella responsabilità.
E ne vado orgogliosa perché 'Melaverde' rispecchia un po' le mie origini: sono nata nella campagna olandese, nel verde incontaminato, parlare di natura sarà come tornare a casa. Nella prima puntata mi vedrete sull valli bergamasche, a Gromo, un paesino oltre i duemila metri. Sono stata per qualche giorno a casa di questa famiglia che vive esclusivamente di allevamento, hanno una fattoria e lavorano in pendenza facendo quindi il doppio della fatica. Una realtà difficile, che ti fa capire cosa significhi davvero conservare le proprie tradizioni e fare di esse l'unico provente. Grazie a questo programma, posso recarmi direttamente in loco e scoprire stili di vita sempre diversi e in contatto con la natura.
Insomma, sarai l'inviata d'assalto. Non ti è mai saltato in mente di fare la giornalista?
Mi vuoi mandare di nuovo a scuola? Pensavo di aver finito di studiare! Edoardo, più che giornalista, mi considera una presentatrice (quale realmente sono), infatti condurremo insieme, anche se io mi sposterò di più.

Non sarai giornalista, ma puoi definirti scrittrice: a ottobre esce il secondo dei quattro volumetti di racconti per bambini che portano la tua firma. E poi, a tutti gli effetti, sei mamma della piccola Anne Marie. Datti un voto come scrittrice e come mamma.
Non posso giudicarmi, posso semmai definirmi 'una mamma che scrive'. Quando l'editore mi ha fatto questa proposta, sono rimasta un po' basita: il mio italiano scritto non è perfetto, fortunatamente Stefano Romanò ha provveduto alla correzione delle bozze finali. Siccome a mia figlia piace ripercorrere la giornata prima di andare a nanna, ho deciso di scrivere 365 storielle, uno al giorno, più o meno quelle che racconto ad Anne ogni sera, storie che ho vissuto quando ero piccola.
Sono passati 13 anni dalla tua prima apparizione a 'Mai dire gol' e 13 anni dopo esordisci a 'Melaverde'. Con la Gialappa's, però, non hai mai interrotto i rapporti, tanto che hai commentato gli ultimi Mondiali con loro in radio. Ti chiedo: uno, quanto ci sei rimasta male per la sconfitta in finale della tua Olanda; due, se ti senti più portata per la radio o per la televisione, visto che hai fatto entrambe.
Alla prima domanda no comment, perchè ancora ce l'ho qui. Alla seconda rispondo radio. Certo, è la tv ad avermi lanciato, ma in radio hai più possibilità di interagire con il pubblico, il contatto è più diretto.
A proposito di Mondiali, non avresti fatto lo streaptease nemmeno se l'Olanda fosse diventata campione. Quindi per fare successo non bisogna per forza svestirsi...
Lo spogliarello mi sembra ormai una cosa scontata, lo fanno o comunque lo promettono tutte. Se avessimo vinto, avrei optato per una cosa diversa: sarei andata in Duomo vestita (anzi, più vestita che mai) da olandesina a vendere i formaggi!
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