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Micol Ronchi, sfida cinematografica per la 'coniglia' del Chiambretti

Il presente in tv e il futuro sul grande schermo di Micol...

Micol Ronchi è “coniglia” per eccellenza: coniglietta di Playboy prima, coniglia del “Chiambretti Night”, poi. Ed è pure una “coniglia part time” sulle pagine di Rumors con una rubrica scritta di suo pugno ricca di vivacità narrativa e sarcasmo. Presto la vedremo al cinema in un ruolo che le si adatta alla perfezione e che, con tutta probabilità, sarà un nuovo importante capitolo della sua vita professionale.

Per "celebrare", se vogliamo dire così, la sua grande crescita televisiva e la sfida cinematografica che è chiamata ad intraprendere vi offriamo questa intervista che ci ha concesso. Una Micol molto vera e pragmatica, ci racconta dubbi, timori, ma anche importanti soddisfazioni nell'affrontare con determinazione e passione il mondo dello spettacolo, mantenendo salda la propria percezione di sé, al di là della bellezza... e della orecchie da “coniglia”.

Ciao Micol, iniziamo la nostra intervista con un salto nel passato. Quali sono stati i momenti salienti della tua vita che ti hanno portato ad intraprendere questa carriera nel mondo dello spettacolo?

Come spesso succede con le cose belle è iniziato tutto per caso. Non so se sia stata io a scegliere questo percorso o se, forse, sia stato questo percorso a “scegliere” me. Non è una strada che sicuramente ho cercato, non è una strada che avrei scelto, in quanto la reputavo veramente troppo difficile e tutt'ora la considero tale. Dunque non c'è stata una mia volontà iniziale. Ho fatto, come si dice, la cosa giusta al momento giusto e sono stata poi notata dalla persona giusta. Sono arriva fin qui con il doppio delle perplessità che avevo prima, con molte porte davanti da aprire e con parecchie incertezze in merito. E, come si dice, quando si hanno troppo scelte è come non averne alcuna. Così, essendo io una persona molto indecisa, mi sto trovando quasi nella situazione paradossale del non saper dove andare.

C'è stato un momento della tua vita in cui hai capito che il mondo dello spettacolo per te non era solo un'esperienza “fortuita” ma qualcosa di consistente, che avrebbe potuto cambiarti la vita?

Io non lo so tutt'ora se questa è una cosa che mi potrà cambiare la vita, sinceramente. A prescindere da questa intervista, a prescindere da tutto il resto, io non ho idea se questa strada diventerà solida. E questo mondo, in particolare, è effimero e incerto per tutti, anche per i “grandi”. Spesso e volentieri voi giornalisti ricordate come “star” o “starlettes” della televisione italiana, che magari hanno lavorato per un buon decennio, siano poi sparite nel nulla senza un motivo apparente. Io spero, sinceramente, di crearmi qualcosa sotto i piedi di sufficientemente solido... una “barchetta” non di carta, almeno di legno o di compensato, che mi tenga a galla il tempo necessario che mi permetta di capire dove sto andando a parare...

Manteniamo la metafora. Non ti fossi trovata a navigare in queste “acque” che rappresentano il mondo dello spettacolo, in quali acque avresti voluto navigare?

Avrei navigato verso la laurea in mediazione linguistica culturale che tarda, ovviamente, ad arrivare. Professionalmente mi sarebbe piaciuto fare la giornalista. Però anche in questo caso mi sono sempre chiesta se avrei avuto il talento giusto e se avrei avuto qualche possibilità per affrontare questo mestiere. In realtà in maniera ancora più pratica e pragmatica forse avrei tentato di intraprendere la carriera diplomatica. Mi ci sarei vista molto bene. Prima di tutto perché sono fondamentalmente una sofista, dico un sacco di cose senza arrivare, alla fine della giornata, ad aver detto sostanzialmente nulla, però le dico piuttosto bene. E questa mia capacità espressiva sarebbe potuta essere una dote molto utile, in un contesto di relazioni sociali...

A questo punto, chissà, fra qualche anno potresti darti alla politica... non saresti la prima!

Quello assolutamente no. Non riuscirei a prendermi alcuna responsabilità nelle scelte per nessun altro che non sia la sottoscritta o il mio gatto. Penso che ci voglia troppo coraggio. E credo che, a prescindere dall'andamento della politica italiana, essere un politico comporti delle responsabilità e delle aspettative nei propri confronti da parte dei cittadini che io non vorrei mai avere. Mentre invece, come detto, mi sarebbe piaciuto lavorare per qualche istituzione internazionale, come ad esempio l'Unesco.


Commenti

diario

ciaom micol, quando lo leggiamo un altro capitolo del tuo diario su rumors ??? daai non farti desiderare!!! vogliamo anche il video

davvero bella

Davvero ma davvero ma davvero una gran bella donna.... ora c'è solo da capire se è anche così simpatica come sembra essere (anche quando dice di essere antipatica)...

3 pagine!!!

3 pagine di intervista. cara micol non si può dire che ti manchino gli argomenti ci metterò due giorni a leggere tutta l'intervista :-)))

la vogliamo al chiambretti

MA LA RIVEDEREMO AL CHIAMBRETTI NIGHT L'ANNO PROSSIMO ? IO SPERO PROPRIO DI SI LA CONIGLIA E' ORMAI UN'ISTITUZIONE NON CI PUO MICA ABBANDONARE COSI!!!!

splendida

Splendida come sempre ma questa volta ancora più profonda e sensuale... non vedo l'ora di vederla al cinema

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