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Ventura: 'All'Isola dei Famosi non c'è nulla di costruito'

A Porta a Porta dibattito sui reality show e la tv pubblica. E la Ventura dice la sua.

E' un dibattito sempre aperto e di tanto in tanto la polemica si fa più marcata. Sono in molti a chiedersi, infatti, quale sia il ruolo del servizio pubblico televisivo. Che tipo di programmazione dovrebbe essere realizzata dalle reti Rai? Si dovrebbe puntare meramente sulla qualità o anche tenere conto dell'esigenza dei grandi ascolti ai fini della raccolta pubblicitaria?

Se ne parla... poi però, tutto rimane così com'è. In Rai si susseguono reality show, talent, giochi a quiz, contenitori tv fatti di balletti, ragazze “scosciate” e quant'altro, esattamente come in una qualsiasi televisione commerciale.

Se uno straniero viene nel nostro paese e accende il televisore della sua camera d'albergo, con molta probabilità non riesce a distinguere le reti pubbliche da quelle private. Viceversa, vi sarà magari capitato a Londra o a Parigi di vedere BBC o i canali di France Télévision (France 2 e France 3): non ci vuole molto a capire che si tratta di reti pubbliche. Basti solamente pensare che per buona parte della loro programmazione non hanno nemmeno bisogno di tenere in onda il proprio marchio, tanto sono riconoscibili per i loro contenuti.

In questo dibattito si inserisce anche Bruno Vespa che, su “Porta a Porta”, propone il seguente tema: “la televisione sta esagerando?”. E per far capire dove vuole arrivare, sul videowall alle sue spalle svettano i loghi dell'“Isola dei Famosi” e del “Grande Fratello”. In studio, come ospite speciale, c'è Simona Ventura, che ha legato molta parte della sua carriera a talent e reality show e, soprattutto, alla televisione pubblica.

Il problema è uno solo, e durante la serata è lo stesso Vespa ad illustrarlo in maniera molto chiara: i soldi.  “Siamo consapevoli dell’influenza educativa della televisione – dice il conduttore - Ma la Rai campa anche di pubblicità e ha bisogno di programmi come l’Isola dei Famosi. Se riusciamo a far pagare un canone a tutti magari possiamo fare un canale a parte solo per i reality”.

Ergo, la Rai si comporta da “televisione commerciale” per poter essere competitiva sul mercato della pubblicità e le scelte di palinsesto vengono di conseguenza. Alla fine dei giochi la tv pubblica e quella privata, avendo mezzi di sostentamento simili, si somigliano e si “marcano a uomo”.

Tra gli ospiti in studio c'è Paolo Romani, viceministro dello Sviluppo Economico, che parla di competizione “brutalizzata” da cattive parole all'interno dei reality, in particolare nelle varie edizioni del Grande Fratello, mentre Giovanna Melandri non condivide le scelte del cast dei reality che spesso, a suo parere, farebbero la differenza.

L'attenzione è puntata su Simona Ventura, visto che agli italiani, quando si parla di talent e reality show sui canali delle reti pubbliche, viene in mente essenzialmente lei. La Ventura scherza un po' dicendo che “sembra di andare al funerale del caro estinto” visti i toni della serata.

Ma poi ammette anche qualche sua ambizione televisiva: “Uno dei miei sogni è quello di poter avere dei parlamentari all'Isola dei Famosi”. Sogno o provocazione? Se è vero che, come spiega Simona, tutto quello che accade in questi programmi è vero e “non c'è nulla di costruito”, allora nell'esperimento di portare uomini politici in un reality emergerebbe solo un fatto: si comporterebbero esattamente come gli altri membri del cast, adattandosi alle dinamiche del programma e, quindi, facendo emergere anche lati negativi e poco edificanti...

E magari dovremo pur dare ragione all'ex gieffina Floriana Secondi che dice: “I politici non sono da meno. Ad esempio, nelle aule del Parlamento si vedono persone picchiarsi. Anche loro sono un brutto esempio per i giovani”. Dunque la tv e i reality non sarebbero altro che lo specchio dei tempi e della società (che evidentemente non è messa molto bene!).

Alla fine, Simona Ventura, che è una “vecchia volpe”, fa anche capire che se le dirigenze pretendono certi dati di ascolto, solo alcuni tipi di trasmissioni possono fornirli. Altrimenti senza il giusto “pepe” e le inevitabili provocazioni, anche un reality come “l'Isola dei Famosi” si trasformerebbe in una sorta di “filmino” da villaggio vacanze. E a chi interesserebbe?

FOTO: © Rai


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