Sanremo atto secondo, con la regina Rania di Giordania, Avatar e una gaffe!
La seconda serata del Festival di Sanremo ha fatto due vittime illustri Valerio Scanu e i Sonohra che sono stati esclusi. Questo sì, potremmo dire, è un vero colpo di scena. Dall'altro lato ci sono già i primi due promossi alla finale di venerdì tra i cantanti in gara per la categoria “Nuova Generazione”: Luca Marino con il brano “Non mi dar pace” e Marina Zilli con “L'uomo che amava le donne”.
C'è anche una prima grande gaffe, che in casi come questi ci sta pure bene, tanto per far parlare il pubblico e i giornalisti. Antonella Clerici intendendo “ora mando la pubblicità” ha sintetizzato il concetto dicendo “adesso la do” che in Italia (e specie nel mondo dello spettacolo) ha tutta un'altra accezione. Poi chiarisce e ammette che appena si rilassa un po' le escono queste cose...
Il momento sicuramente più interessante è stata l'intervista con la regina Rania di Giordania. Personaggio di grande spessore, socialmente impegnata ed esteticamente splendida che sa parlare con semplicità di temi assai complessi. Un piacere da ascoltare e da guardare.

La regina ha affrontato tematiche attuali e delicatissime con grande tatto e capacità linguistica. Parlando delle questioni religiose, ad esempio, ha spiegato: “Molti ritengono che gli arabi siano tutti musulmani, terroristi e odino le donne. Invece molti arabi sono ebrei o cristiani, hanno gli stessi valori come la pace e il perdono. Le confessioni religiose vengono manipolate da estremisti che non rappresentano la maggior parte dei musulmani. Sta a noi cambiare gli stereotipi”.
Ha parlato di progetti sociali, dei suoi figli in rapporto al potere e al governo di un paese, della sua vita da regina e della necessità di vivere un'esistenza che a tratti possa sembrare normale. Tutto bene se non fosse per la solita italica (nefasta) ambizione di rendere i discorsi seri alla portata del “popolino” (che neppure esiste più) volendo infilare la domanda sulla ricetta dei biscotti o facendo ascoltare “O Sole mio” ad una donna che è venuta a parlare di integrazione sociale, barriere culturali, progetti di sviluppo.
![]()
Altro momento “simpatico” è stato l'omaggio ad Avatar, il film cult di James Cameron. Ospite all'Ariston la simpatica e talentuosa attrice Michelle Rodriguez che nella trama è una temeraria guerriera ribelle. Ci saremmo volentieri risparmiati, però, la scenetta in cui la Clerici si chiude dentro una pseudo-macchina per creare il suo avatar, conducendo l'intervista da lì e lasciando la bella Michelle da sola davanti alla telecamera a rispondere alle domande. Oppure “l'esperimento” si poteva fare alla fine dell'intervista... vedere una poltroncina vuota e l'ospite dall'aria smarrita e perplessa non è stato il massimo.
Che dire...? Antonella Clerici è una seria professionista, ha il suo target di pubblico e per ora i risultati le danno ragione. Forse questa edizione del Festival si è avvicinata maggiormente anche ai più giovani. Alcune canzoni non sono male, la serata non è troppo lunga e noiosa, e a parte quest'aria da “spettacolo nazional popolare a tutti i costi” il giudizio è abbastanza positivo. Inoltre gli svarioni non sono moltissimi, che è già qualcosa. Ma c'è proprio bisogno che balli il can can con le ballerine del Moulin Rouge?
Commenti
Invia un nuovo commento