La Clerici e Sanremo: “Per un Festival fatto da una donna si è sempre più critici”.
Antonella Clerici è senza dubbio una delle presentatrici italiani più amate. Affabile, simpatica ma anche molto schietta e determinata ha ormai un'esperienza davvero notevole sulle spalle. E quest'anno ha accettato una grande sfida con la conduzione del Festival di Sanremo, giunto alla sua sessantesima edizione.
Le cinque serate del Festival della Canzone Italiana vedranno in gara 15 cantanti o gruppi nella sezione “artisti” e 10 nella sezione “Sanremo nuova generazione”, quest’ultima una delle novità di questa edizione che, con il 40 per cento in più di proposte pervenute rispetto allo scorso anno ha avuto grande successo.
La Clerici a proposito di questo impegno così importante spiega in un'intervista a Diva e Donna: “Quando si parla di un Festival fatto da una donna, si è molto più critici. Eppure in tv ci sono forse più conduttrici che conduttori”. Come dire che per le donne c'è sempre da dimostrare qualcosa di più.
La conduttrice del Festival di Sanremo si sfoga un po': “Dopo tanti anni che una lavora, sentirsi chiedere quali sono i co-conduttori fa cadere le braccia… Ma questo è il prezzo che dobbiamo pagare, si sa. Sanremo è bello anche per questo, per le polemiche e il casino: è un mondo un po’ folle”.
A Sanremo con la figlia Maelle e il compagno Eddy Martens, belga di origini congolesi, la presentatrice parla al settimanale anche del problema razzismo in Italia: “Penso che l’italiano sia uno dei popoli più generosi e meno razzista che io conosca. Il problema è che è ignorante, nel senso che ignora determinate cose. A Bruxelles o in Francia l’integrazione è totale: bianchi, neri e asiatici convivono tranquillamente. Da noi no, il processo inizia solo adesso”.
E sotto questo aspetto è ovvio che la sua storia d'amore sia un esempio molto importante, anche per il pubblico: “Penso che la storia mia e di Eddy abbia un po’ contribuito, per la differenza di colore e di età, a far capire come l’amore sia un grande collante sia per fare bei bambini, sia per intrecciare le culture. Parliamo tanto di globalizzazione, ma non può realizzarsi solo attraverso Facebook”.
FOTO: Antonella Clerici © Rai
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