Massimo ci racconta il suo Grande Fratello e il rapporto con Veronica e George.
Massimo Scattarella è stato indubbiamente uno dei perni del Grande Fratello 10. Con il suo carattere si è subito distinto come leader della Casa e intorno a lui hanno ruotato alcune delle vicende più seguite del reality di quest'anno.
Il pugliese ha dimostrato fin da subito il suo carattere protettivo, specie nei confronti delle ragazze, e pian piano ha cementato anche la sua amicizia con il folignate George Leonard, pur avendo due caratteri molto diversi tra loro. Nonostante le tensioni e le liti, Max e George si sono capiti e hanno accettato i limiti e i difetti reciproci.
Ma le vicende che hanno attratto maggiormente il pubblico sono state quelle che hanno riguardato Massimo e Veronica, un'intesa, un'amicizia, poi un amore, ma anche una sorta di competizione tra i due che persino nel momento di maggior tensione si sono sempre cercati e confrontati. A volte in maniera piuttosto spettacolare e chiassosa.
Infine è arrivata la bestemmia, detta quasi per caso in un momento di rilassamento e distrazione. E Massimo ha accettato la squalifica ed è uscito, comunque, a testa alta dalla casa, scusandosi per l'accaduto. Il Pit bull ora ha tanti sostenitori, Veronica gli ha chiesto di aspettarla, e gli altri ragazzi della Casa gli hanno dimostrato grande attaccamento. A Rumors.it Massimo racconta i suoi (quasi) cento giorni al Grande Fratello.
Chi è Massimo Scattarella oggi, dopo questa esperienza?
Massimo è un uomo migliore, meno arrogante, con la voglia di iniziare un nuovo capitolo della sua vita. E' anche un uomo che si è preso la responsabilità dello sbaglio che ha fatto, è “caduto” ma si rialza e va avanti. E lo fa ricordando però le sue origini, chi è, i valori che lo hanno sempre accompagnato con molta umiltà.

Pensando alla tua squalifica, potremmo dire che quella parola detta è stata il tuo “tallone d'Achille”. Forse solo Massimo poteva sconfiggere Massimo?
Se pensiamo al mio rapporto con gli altri ragazzi della casa, alla stima che avevo per loro, forse sì, solo io potevo sconfiggere Massimo. Non dico che avrei vinto, però sai... il “papà” anche se è permaloso, è pesante, alla fine lo tollerano tutti. Così io nella casa mi sentivo il papà della situazione, una sorta di protettore dei ragazzi, cercavo di tutelarli. Sentivo la casa quasi fosse mia. In questo contesto pensavo che, forse, non avrei vinto ma sarei potuto arrivare tra i primi cinque sicuramente. Me lo sentivo. Perché avevo creato dei legami non per avere vantaggi nel gioco, ma perché sono stato leale dall'inizio alla fine. E la mia lealtà ha dato la possibilità alla gente di avvicinarsi a me e capire chi sono: sono tutto muscoli ma ho anche un gran cuore.
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