Rupert Murdoch attacca i “ladri di contenuti del web” e intanto pensa alla tv digitale terrestre.
C'è gran fermento a “casa” Murdoch. Da un lato il magnate dei media Rupert Murdoch sembra che stia preparandosi ad una battaglia epocale contro i raccoglitori di notizie su internet e dall'altra, sul fronte italiano, sta predisponendo lo sbarco delle sue tv anche sul digitale terrestre.
Ma andiamo con ordine. Da tempo il miliardario australiano guru dell'editoria cartacea e televisiva ha bollato come “ladri di contenuti” i raccoglitori di notizie online sullo stile di Google News. Nel suo progetto c'è infatti l'ipotesi di offrire notizie a pagamento sul web attraverso il suo network.
Murdoch intervistato da Sky News Australia, piattaforma di sua proprietà che in Europa opera nel nostro paese ma anche in Gran Bretagna, spiega che gli utenti che raggiungono le notizie dei propri giornali dai motori di ricerca o dagli aggregatori di notizie hanno un valore di poco interesse dal punto di vista pubblicitario.
E poi va nel dettaglio: “Se i consumatori sono felici di pagare per leggere i giornali di carta non vedo perché non debbano essere altrettanto felici per leggere le stesse notizie online. Presto - ha aggiunto Murdoch - faremo in modo che i nostri siti non compaiano più nelle pagine di Google”.
Insomma una posizione davvero antitetica alla tendenza comune che è quella di “far rete” e non di “chiudersi a riccio”. Ma il magnate sembra determinato e spiega che anche i blogger che linkano e prelevano notizie senza aver sborsato un euro per ottenerle andrebbero puniti: “Il fair use è una pratica illegale che andrebbe affrontata in sede giuridica”. Ha spiegato.
Dunque i pilastri stessi dell'idea di rete aperta che alimenta il web sarebbero messi in discussione dall'editore australiano. Anche se, nel caso di un'applicazione estrema delle sue idee, potrebbe esserci un intervento delle autorità Antitrust.
Ma l'impero di Murdoch oltre a internet sembra anche molto interessato alla televisione digitale terrestre. In particolare in Italia dove “regna” incontrastato con la piattaforma Sky già si lavora per un nuovo canale free che si chiamerà “Cielo” traduzione italiana di Sky.
L'idea è quella di raggiungere con “Cielo” uno share vicino a quello dei due principali canali in chiaro che operano sul digitale terrestre, ovvero Boing e Rai 4, con quello che dovrebbe rappresentare, televisivamente parlando, una sorta di vetrina di contenuti inediti di Sky per gli spettatori che non hanno abbonamenti di alcuni tipo.
A livello tecnico “Cielo” utilizzerà le frequenze prese in affitto da Rete A proprio per evitare di violare le imposizioni del 2003, che gli impediscono di ingrandirsi prima del dicembre 2011. Ma questa ha l'aria di essere solo una prova generale. Perché con lo switch off totale fra un paio di anni Sky potrà allargarsi ed offrire più canali sul digitale terrestre, tra cui contenuti a pagamento.
FOTO: Rupert Murdoch © Sky News
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