Cinema

Nemico Pubblico, Mann fa 'rivivere' John Dillinger

Al cinema Nemico Pubblico, la storia del gangster John Dillinger “riletta” da Michael Mann.

Arriva nei cinema italiani questo fine settimana Nemico Pubblico, in cui Michael Mann dirige uno degli attori più talentuosi del nostro tempo, Johnny Deep, nella storia della vita dissoluta e pericolosa del gangster americano degli anni '30 John Dillinger. E nessuno meglio di Mann poteva dirigere una pellicola come questa, visto che nella sua carriera di regista ha già esplorato più di una volta la psiche di individui che si trovano in circostanze estreme.

Per tre decenni, Mann è stato infatti uno dei filmmaker più avvincenti e convincenti dell’industria cinematografica, specie in questo settore. In Nemico Pubblico Mann si unisce a Depp per esaminare “l’uomo” John Dillinger, le cui imprese criminali hanno affascinato una nazione assediata dalla crisi economica e pronta a celebrare una figura mitica che rapinava le banche che avevano impoverito gli americani, e che era più furbo e abile delle istituzioni che avevano fallito nel trovare un rimedio per quei tempi difficili.

Un gangster che è stato la causa della prima guerra nazionale al crimine, e che ha guidato una banda di esperti rapinatori armati in una serie di colpi sbalorditivi e di fughe improbabili, e i cui modi arditi e il cui carisma hanno estasiato non solo una donna speciale ma un’intera nazione.

In questo epico action-thriller, Mann dirige Depp, ma anche Christian Bale e una vincitrice dell’Oscar, la splendida Marion Cotillard. A completare il cast c’è un talentato gruppo di attori veterani e di promettenti interpreti, tra cui Jason Clarke e Rory Cochrane.

Anche se molti saggi, libri, canzoni e film hanno raccontato storie affascinanti sulla Grande Depressione, da tanto tempo Michael Mann aveva voglia di esaminare quest’epoca turbolenta attraverso l’esperienza di un criminale che è diventato l’eroe popolare di una generazione.

Ha spiegato lo stesso Michael Mann alla conferenza stampa tenuta a Roma: “Non so bene come questo film si inserisca nella mia filmografia. Io sono stato molto affascinato dal concetto di questa vita che ha brillato per un tempo brevissimo. Mi sono molto interessato all’idea di immaginarla e, se possibile, di immergere il pubblico all’interno dell’esperienza di un personaggio come Dillinger cercando di riportarlo in vita. Se il film funziona ci si trasferisce nella sua esperienza e questa è la magia del cinema, che ci consente di vedere le cose dall’interno. Io volevo vedere Johnny Depp in un ruolo simile, un ruolo che portasse in superficie le emozioni di Dillinger. E’ stata una sfida”.

E ancora il regista a proposito del suo personaggio: “Io volevo immergermi nella vita di Dillinger con le sue contraddizioni, non raccontarne l’infanzia e il passato come in una biografia. Non si sa niente del suo passato, ma i dettagli ci fanno entrare nel personaggio: all’inizio c’è l’abbandono del suo mentore, e si percepisce l’intensità del collegamento con quell’uomo. Anche quando fa evadere i suoi amici, comprendiamo il suo mondo emotivo, si apprende qualcosa di lui, anche se il pubblico non se ne rende conto. Questa è stata la sfida interiore che mi ha motivato”.

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FOTO: Peter Mountain /© Universal Studios