Antonio Casanova debutta come scrittore e racconta 10 anni tra TV, magia e sogni realizzati!
Il mago Antonio Casanova di “Striscia la notizia” si toglie i panni dell’illusionista per indossare quelli dello scrittore per ragazzi. Nasce così il suo primo romanzo “L’illusionista- Nasha Blaze e il mondo segreto” edito da “Piemme - Il battello a vapore”.
Scritto negli ultimi due anni, il libro racconta la storia di Nasha Blaze un ragazzino creolo di 14 anni che scopre di avere dei poteri magici che può esercitare solo travestendosi da illusionista. Ambientato in Irlanda questo è il primo racconto di una quadrilogia e ogni libro avrà come riferimento uno dei quattro elementi: la terra, l’acqua, il fuoco, l’aria.
Nel romanzo la contesa è tra i Luminosi e gli Oscuri, che si combattono gli uni per proteggere il ragazzo, gli altri per catturarlo. Sarà una lotta senza esclusione di colpi, fatta di incantesimi, stregonerie, colpi di scena e inseguimenti mozzafiato, una lotta che porterà Nasha alla scoperta di un mondo segreto.
E noi abbiamo avuto il piacere di intervistare Antonio Casanova che ci ha descritto il suo mondo fatto di una grande e interessante commistioni di arti, tra spettacoli di magia, musica, teatro, narrativa e naturalmente televisione, grazie a Striscia la Notizia, che lo ha reso così celebre e simpatico ai più giovani, ma non solo a loro!
Dal 1999, data della tua prima apparizione su Striscia, ad oggi sei cresciuto molto professionalmente parlando. Possiamo dire che sei diventato un artista a “tutto tondo”. Tu come ti descriveresti?
Io penso di aver fatto una strada fino ad oggi molto fortunata perché ho imparato dai miei errori. A me è stata data, probabilmente, la stessa possibilità che la Rowling ha dato al suo personaggio Harry Potter nei libri. Cioè ho imparato a controllare le cose che faccio, a fare di alcuni eventi che mi accadevano una “volontà”. Se prima le esibizioni che portavo sul palco, le illusioni che creavo erano frutto della voglia, quando mi alzavo al mattino, di dire 'ma io posso davvero far sparire una persona o farla levitare nel vuoto?', che detto così sembra veramente strano, oggi ho preso queste capacità, che ho affinato nel tempo, su cui alle volte ci ho riso e ci abbiamo riso tutti insieme, e le ho messe in dei contesti diversi da quelli della magia. Nell'ultimo periodo, ad esempio, è cresciuta l'amicizia e la condivisione artistica con Claudio Baglioni, e infatti abbiamo cantato e suonato insieme diverse volte. Questo mi ha aiutato ad inserire la musica dentro la magia e infatti quest'anno a Las Vegas, tanto per farti un esempio, ho costruito un numero in cui ho una partner che vola sul pianoforte mentre io suono e canto l'aria più importante de “Il fantasma dell'Opera”. Questa è la contaminazione che volevo. Inserire la magia all'interno di un'altra esibizione artistica. La stessa cosa poi ho cominciato a farla con il parlare e lo scrivere. La recitazione attoriale mi ha portato sul palcoscenico come sceneggiatore, ecco che, per esempio, è nato “Questioni di prestigio” con Francesca Reggiani che a teatro a Roma ha avuto un grande successo. Sinceramente con mia grande meraviglia, perché in quel caso era un testo teatrale che sposava la magia. Quindi gli effetti magici avvenivano durante momenti di satira e momenti anche drammatici. E questo è stato davvero molto interessante. E tutto ciò mi ha portato a pensare che la mia strada sia proprio quella di essere fuori dal personaggio dell'illusionista. Oggi non sono il mago che va sul palcoscenico con la musica di sottofondo e con un'assistente vestita in maniera troppo elegante faccio volare due o tre colombe. Io non c'entro niente con tutto questo. Io uso la magia semplicemente per amplificare quelle che sono le mie chiavi di lettura artistiche. Che sono appunto la musica, il teatro, la recitazione. E tutto questo mi sta dando delle grosse soddisfazioni, perché è una commistione abbastanza unica. Anche perché grazie alla televisione, questa commistione riesce ad essere portata nelle case delle persone. L'unico limite che c'è in tutto questo è che la tv mi dà poco spazio, cioè un grande spazio perché si tratta di Striscia la Notizia, ma di poca durata. E credo di poter fare un po' di più senza rischiare di annoiare nessuno. Dunque sto cercando di aprire anche un mio spazio, ho cercato di farlo l'anno scorso con una trasmissione prova su Italia 1 “Il codice Casanova” che ha avuto un ottimo successo e che, Las Vegas permettendo, avrei il piacere di rimettere in piedi, magari per Canale 5, in una collocazione come quella della domenica pomeriggio che è il tempo giusto per i bambini e i ragazzi. Dove si parla di storia, di racconti, di leggende che si fondono con la magia.
Hai parlato di “commistione artistica”, dunque un percorso personale che contempla varie arti. Fino ad oggi non avevi toccato l'arte della narrativa, almeno pubblicamente...
Si è vero. L'avevo coltivata da sempre, ma l'avevo nascosta nei cassetti, fin dalla giovane età. Con tante idee, tanti pensieri, per lo più poesie perché il mio amore principale è la poetica. E questo, sinceramente, l'ho capitalizzato e grazie a Claudio Baglioni sono riuscito ad avere il coraggio di scrivere per immagini. Lui è uno che riesce a scrivere per immagini, a “dipingere” con le parole delle sue canzoni. Io ho cercato di tratteggiare con le parole i personaggi del mio libro e il luogo incantato dove tutto ciò si svolge. Un luogo molto particolare perché è un mondo parallelo al nostro e, naturalmente ,poi si svolge anche sul nostro. Da lì in poi ho preso fiducia e coraggio e ho portato avanti il progetto che “Piemme - Il battello a vapore” che è una grandissima linea di narrativa per ragazzi mi ha dato la possibilità di rendere vero. E questa è una cosa straordinaria per cominciare a scrivere...!
In questo caso, dunque, è la magia che fa da contorno alla narrativa per ragazzi. Il tuo rapporto con i giovani, ci sembra, essere saliente sia nelle tue performance sul palcoscenico che in questa nuova sfida letteraria...
I giovanissimi sono la forza motrice, la spina dorsale di quello in cui credo. Perché da adulti noi viviamo la magia come qualcosa, alle volte, di molto negativo nel senso che vi cerchiamo il trucco, non ne rimaniamo incantati e comunque sia abbiamo in merito un approccio piuttosto “disincantato”, potremmo dire, usando un gioco di parole. Invece i ragazzi e i bambini quando, ad esempio, volo non mi chiedono come faccio a farlo, ma mi domandano 'possiamo farlo anche noi?'. Perché il loro mondo è assolutamente fuori dal nostro, o almeno dal vostro, perché per fortuna ho quest'angolo che mi è rimasto e che mi coltivo con molta attenzione ed è l'angolo dell'immaginifico. Così i bambini sono le redini di questa mia voglia di portare incanto e di stupire, anche con la narrativa. Perché ognuno di noi può coltivare il suo mondo leggendo un libro. Nel 2009, parlando di computer, di internet, è difficile credere che il libro sia ancora qualche cosa che viene visto come un valore persistente, o come qualcosa che si possa avere il tempo di consumare. Forse non tutti gli adulti ce l'hanno, ma loro, i ragazzi, sì. E il libro è qualcosa che rimane, magari su un comodino o un tavolo, anche dopo averlo letto. E questa è una sorta di magia persistente, nel senso che non ti sparisce tra le mani.
Questo libro è il primo di una più ampia serie? Ci pare di capire, anche per come è scritto e pensato, che dia l'occasione di ulteriori sforzi editoriali...
Sì assolutamente. E' nato come una tetralogia, sono quattro libri che accostano quattro periodi della vita del mio protagonista Nasha Blaze, non definiti in maniera cronologica, ad uno uno dei quattro elementi: la terra, l’acqua, il fuoco, l’aria. Il primo è ispirato dal fuoco. Sono i quattro elementi che contraddistinguono la magia e il Creato e soprattutto la vita di Nasha Blaze. Ogni libro, però, è fine a sé stesso, nel senso che si chiude, è una storia a sé stante, come deve essere per non deludere un lettore. Però al tempo stesso i quattro libri sono tutti legati dalla stessa storia. E dunque sarà piacevole scoprire nel secondo o nel terzo libro, magari, personaggi misteriosissimi che poi si paleseranno. Come ad esempio il “cattivo di turno” che si chiama il Venditore di Lunari, o una signora davvero nefasta che si chiama Medusa, che è in grado di staccarsi il viso e parlarsi guardandosi mentre parla con sé stessa. Dunque alcuni personaggi incredibili saranno più chiari solo andando avanti con la lettura degli altri libri. E questa è una cosa che mi piace e mi avvince molto. Perché si crea l'attesa per le cose che verranno. D'altronde un buon illusionista deve saper creare la giusta suspance per il suo prossimo effetto di magia.
Immaginando il futuro. Tu cosa ci vedresti basati su questi libri? Un cartone animato, un film, una serie tv?
Questi sembrano sogni, ma di sogni si vive e io ne sono assolutamente un esempio. Ho scritto e scrivo per immagini, come ti ho detto. Quindi non ci sarebbe niente di più facile che trarre da questo un cartone animato, oppure un film, perché questa sceneggiatura nasce con quell'idea e nasce per disegnare nella mente di ciascuno di noi il “proprio film”. Se potessi avere l'occasione di crearne uno su questi libri sarebbe veramente il consolidamento di un sogno. D'altronde io sono cresciuto con la Disney, per quattro anni ho infatti avuto un programma su Disney Channel sulla magia. Spero, dunque, che in futuro ci sia questa volontà e qualcuno un giorno si alzi, come accade sempre nelle storie vere che a volte sembrano fantastiche, e decida di trasformare questa storia in un film o in qualcos'altro, come per un atto di magia. Intanto, però, vorrei che il libro diventasse il “film” di ognuno di voi, nel momento in cui lo leggete.
Se dovessi scegliere tra il palcoscenico e la narrativa tu cosa sceglieresti oggi?
Io sono un mago. Quindi le posso fare tutte e due!
Per chiudere, ci puoi dire come sono stati questi anni trascorsi “a braccetto” con Striscia la Notizia...?
Striscia mi ha insegnato tanto. Dal prendermi in giro all'inizio al combattere in prima linea, a prendere in giro a mia volta le situazioni negative che la vita ci mette sotto gli occhi e risolverle apparentemente con la magia, quando avevo questo taglio. Oggi posso dire di considerala l'ultimo baluardo della defunta televisione per ragazzi. Perché io il sabato sera ho la possibilità di fare magia in giro per la strada e di portare, quindi, un angolo di fantasia nel sabato sera delle famiglie, quelle che sono rimaste coese, che possono fermarsi e guardare qualcosa di sano in televisione. E di questo possiamo ringraziare Striscia e Antonio Ricci. Tornando indietro dentro di me è rimasto l'effetto “bomba” di qualcuno che non si aspettavano ma che sicuramente Ricci sospettava essere un personaggio interessante. Ad un ragazzo di 26 anni come ero io nel 1999 un uomo come Ricci può dare una chance e in effetti gliela data. Naturalmente me la sono dovuta guadagnare, ma le cose sono cambiate, si sono trasformate e sono maturate. E anche se ora ho uno spettacolo a Las Vegas il mio primo pensiero è sempre quello di fare i filmati per Striscia. E non perdere la continuità che Antonio mi ha regalato.
FOTO: Antonio Casanova © Nicola Allegri