Pamela Anderson, protagonista di uno spot per la Peta, censurata da CNN. Troppo sensuale!
Quello che si può dire di Pamela Anderson è certamente che non si risparmia mai. Tra servizi fotografici, apparizione in film e telefilm e campagne promozionali, tutto quello che poteva dare lei l'ha sempre dato: in sintesi una forte dose di fisicità unita ad una verve ironica rara da trovare in una donna del genere.
Ma c'è dell'altro. Va anche riconosciuto alla Anderson di essere coerente. Non ha mai rinnegato nulla di ciò che ha fatto, e anche a livello sociale il suo impegno verso alcune cause è sempre stato assolutamente continuativo.
In fatto di iniziative benefiche, ad esempio, certamente quello che sta più a cuore a “Pam” è la questione ambientale e la coniglietta più famosa del mondo è da anni attivista della “Peta” una delle maggiori organizzazioni mondiali per la difesa di animali e ambiente.
Pamela per questa organizzazione ha partecipato a raccolte benefiche, a manifestazioni pubbliche, a conferenze, e soprattutto a fatto ciò che meglio le riesce: spogliarsi. Ma a quanto pare proprio questa sua dote ha lasciato perplessi alcuni media americani, in particolare la CNN.
La Anderson in questi giorni è infatti protagonista di uno spot girato per l'associazione contro l'utilizzo di pelli animali nell'industria dell'abbigliamento. Nel video lei è vestita da sensuale poliziotta in camicia d'ordinanza sopra ma con short corti talmente attillati da sembrare una coulotte.
Nello spot, con il manganello in mano, addetta al metal detector, controlla i passeggeri in transito in aeroporto e fa spogliare gli uomini e donne per la “sua” perquisizione. Prima spoglia un ragazzo lasciandolo in boxer, poi si scaglia contro una signora di mezza età in pelliccia ed è benevola con una coppia di nudisti che non hanno proprio nulla addosso o chi porta abiti in ecopelle. Il tuttogirato con tanta ironia e a suon di musica.
Il video, infatti, è stato realizzato per andare in onda negli aeroporti americani alla vigilia dell'inaugurazione della settimana della moda newyorkese. Ma la CNN, che gestisce anche la tv interna degli aeroporti, ha deciso di censurare lo spot e di non mandarlo in onda.
“Ci preoccupava la reazione che avrebbe potuto generare nei bambini” hanno commentato i responsabili della tv interna degli scali aerei ma questo blocco dello spot lo ha fatto diventare ancora più famoso e ora è un “cult” in rete. Già, perché quello che generalmente diventa “vietato” automaticamente aumenta la sua “quotazione”!
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