Mancano parecchi mesi al 2010 ma già si comincia a parlare di calendari, Pirelli su tutti.
Il mondo dei calendari è per certi versi un mondo a sé. Le tendenze, le scelte, il lavoro hanno tempi molto diversi dallo scorrere dell'anno solare. Tanto è vero che ancor prima che inizi la stagione estiva già ferve il lavoro per le produzioni che usciranno poco prima di Natale.
Soprattutto quelli che hanno davvero una vocazione artistico-fotografica molto spiccata, come quello Pirelli, ad esempio, hanno necessità di molte settimane di lavorazione tra casting, foto sul set, selezione fotografica e impaginazione.
E parlando proprio del lunario Pirelli 2010 in questi giorni il settimanale “Vanity Fair” pubblica i primi scatti del backstage realizzati nel nord est del Brasile a quasi 800 km da Salvador de Bahia, nella zona della foce di Rio da Barra tra palme altissime, una suggestiva laguna e una spiaggia multicolore.
Tra le regine della moda protagoniste ci saranno Miranda Kerr la modella australiana fidanzata dell'attore Orlando Bloom e Rosie Huntington, ma anche Lily Cole, Daisy Lowe, Abbie Lee Kershaw, Catherine McNeil, Ana Beatriz Barros, Gracie Carvalho, Marloes Host, Eniko Mahalik e Georgina Stojiljkovic.
Naturalmente di abiti poco o nulla, ma come spesso succede nel caso del calendario Pirelli è il corpo nella sua essenza a fare da contrasto con i colori, le forme e le suggestioni della natura più incontaminata.
Dietro alla macchina fotografica come sempre un fotografo di grande fama e alla ricerca di messaggi forti da veicolare. In questo caso è Terry Richardson, un provocatore dell'obiettivo, che con le undici modelle, racconterà in 60 pagine la bellezza e il suo modo di fare provocazione.
Richardson adora il realismo portato all'estremo e lui stesso ammette che questo calendario non subirà ritocchi digitali: “Voglio che le mie immagini catturino attimi di verità. Le modelle le preferisco naturali, senza plastiche. E non faccio ritocchi. Anche se c'è un difetto lo lascio”.
FOTO: Il backstage del Calendario Pirelli 2010 da Vanity Fair