Il direttore di Playboy Italia Alessandro Ferri ci parla del magazine e di Hefner a Sanremo.
L'occasione per parlare di Playboy è duplice. In primo luogo perché da due mesi ha debuttato il magazine in versione italiana, con grande successo e soprattutto con una connotazione tutta sua. Basta dire che in copertina abbiamo già visto attrici del calibro di Caterina Murino e Violante Placido.
Ma, oltre questo, ospite del festival di Sanremo che si tiene in questi giorni, vedremo addirittura il fondatore di Playboy, Hugh Hefner che salirà sul palco dell'Ariston venerdì scortato da cinque conigliette. E sarà sicuramente divertente vedere il confronto tra “Heff” e Bonolis. Così, con il direttore di Playboy Italia Alessandro Ferri ci fa piacere parlare di questa sfida italiana del “coniglietto” e della presenza sanremese del papà del celebre marchio.
Portare Playboy in Italia è stata senza dubbio una grande sfida, con quale spirito ha deciso di accettare la direzione del magazine?
Una sfida sì, ma anche un grande onore. Perché, non dimentichiamo che Playboy è, come rilevano le statistiche, uno dei marchi più conosciuti al mondo. E per una casa editrice come la nostra, nata dai videogiochi e da sempre rivolta a delle nicchie di mercato, Playboy rappresenta anche una bella opportunità. La vera sfida che ho deciso di affrontare assumendo la direzione del magazine è stata quella di realizzare un prodotto in grado di sfatare il pregiudizio che accomuna il marchio Playboy al solo “senza veli” femminile. E credo che, già con i primi due numeri del nostro magazine, siamo riusciti a dimostrare che Playboy è molto di più.
Quali sono i tratti italiani "peculiari" del suo Playboy e quali quelli mutuati dal magazine USA?
La rivista è quasi interamente italiana. Del magazine americano utilizziamo solo alcuni servizi fotografici ma tutti i contenuti sono prodotti in Italia da una squadra selezionata con cura tra cui spiccano, peraltro, opinionisti illustri. Riteniamo fondamentale la localizzazione di un magazine nella propria nazione per rispondere alle esigenze specifiche del proprio mercato di riferimento.
A suo parere c'è una differenza di fondo tra il modo di intendere una rivista come Playboy nel nostro paese rispetto agli Stati Uniti?
Diciamo pure che lo spirito di fondo del marchio Playboy è comune in tutto il mondo e, probabilmente, ne è questa la sua principale forza: la riconoscibilità del coniglio in frac è universalmente riconosciuta e, negli anni, è diventata un po’ ovunque il simbolo del buon vivere. E’ chiaro poi che in ogni nazione, la rivista assume dei caratteri distintivi propri del paese di appartenenza. Rispetto al magazine americano, ad esempio, la nostra versione italiana è realizzata con una impaginazione più elegante e ha un taglio più “lifestyle”.
Pensando alle Playmate italiane, il vostro obiettivo è anche quello di diventare una vetrina qualificata per le giovani modelle e showgirl di domani?
Assolutamente sì. Non a caso abbiamo appena definito un’operazione con Radio 105 che promuoverà in giro per l’Italia un casting per trovare le prossime playmate di Playboy. Quello che vogliamo è valorizzare la bellezza genuina, tipica dell’italianità, andandola a cercare nelle ‘ragazza della porta accanto’. L’Italia è il paese delle belle donne e Playboy vuole darne testimonianza portando alla luce giovani ragazze, ancora sconosciute al grande pubblico.
Caterina Murino, Violante Placido, la tradizione dei grandi personaggi in copertina sembra essere perfettamente mantenuta... lei chi sogna di avere su Playboy Italia?
Brigitte Bardot
Il fondatore della rivista Hugh Hefner sarà ospite a Sanremo. Se ne parla già tantissimo, lei cosa può dirci in merito?
Posso dirvi che stiamo lavorando duramente da settimane per accogliere al meglio il papà di Playboy in Italia. Noi saremo sul palco di Sanremo al suo fianco con le nostre prime playmate e avremo il grande onore di ospitarlo al party che stiamo organizzando per venerdì 20 febbraio dopo la serata sanremese al Morgana Bay della provincia ligure.

Come racconterete le giornate italiane di Hefner sul prossimo numero?
Con un intero servizio dedicato: intervista esclusiva e tante immagini a corredo.
Playboy Italia non vuol dire solo belle donne, quali sono gli elementi editoriali e giornalistici su cui puntate per affermare la testata nel nostro paese?
Infatti. Playboy oltre alle belle donne è caratterizzato da inchieste taglienti come quella di questo mese che indaga su coloro che hanno provocato la crisi economica mondiale, illustrando come gli uomini di potere delle aziende coinvolte siano riusciti a garantirsi liquidazioni milionarie tra una partita a golf e viaggi premio. Altro elemento su cui il magazine punta parecchio è la scelta di firme illustri che esprimono le proprie opinioni su temi d’attualità.
Cosa vedranno i lettori di Playboy Italia sui prossimi numeri? Può svelarci qualcosa...?
Come ho già annunciato più di una volta, Playboy è un work in progress. In ogni numero cerchiamo di aggiungere degli elementi nuovi capaci di incuriosire e di sorprendere i nostri lettori per mantenere sempre vivo l’interesse del nostro pubblico. Oltre alla continua attenzione sui contenuti, un occhio di riguardo sarà sempre rivolto alle firme illustri che inviteremo a dire la loro sul magazine.
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